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Ing. Carboni, mi manchi
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Roma, 16.06.2006
Ho avuto la fortuna di conoscere
personalmente l’Ing. Carboni un paio di anni prima della
sua improvvisa e prematura dipartita.
Di fama invece lo conoscevo già dal
1983, mio primo anno di iscrizione alla federazione.
Il suo carattere burbero , la sua
capacità manageriale, le sue idee innovative unite alla
volontà di portare qualcosa di nuovo nel settorizzato
mondo ornitologico lo ergono a vera e propria pietra miliare
della storia dell’ornitofilia italiana.
Con lui ed il relativo consiglio direttivo,
l’ABC di Bologna ha creato nel tempo una struttura
organizzativa seconda forse solamente alla SOR di Reggio
Emilia.
L’annuale esposizione specialistica
di Bologna ha portato negli anni continue e ripetute
novità tali da renderla un punto di riferimento
essenziale per gli allevatori di canarini di forma e posizione.
Ricordo a tal proposito la presenza di tutti i clubs di
allevatori di tali razze che hanno potuto godere del giudizio
(aperto al pubblico) di grandi esperti inglesi che invitati dal
lungimirante ingegnere rendevano edotti tutti i partecipanti
sulle loro scelte di merito. In tutti gli anni in cui
sono stato presente non ho mai avuto modo di assistere ad una
contestazione, anzi il clima gioviale e conviviale che
l’organizzazione è nel tempo riuscita a creare, ha
sempre stemperato qualsiasi volontà di protesta.
Come iscritto al Club AGI ho avuto modo di
partecipare attivamente a tale manifestazione. Il club , nel
tempo, sulla falsa riga di quanto poteva osservare ed imparare
dallo stile dell’Ing. Carboni, cominciò
anch’esso a proporre novità sullo stile di
giudizio e di conduzione della propria attività
espositiva.
Nel 2004 le novità raggiunsero
l’apice con un sistema di giudizio a confronto, composto
da tre esperti allevatori , con proprie schede di valutazione.
I commenti a tale operazione furono estremamente positivi
spronando il club a continuare quest’opera di
“rinnovamento”. Anche per la stagione espositiva
2005, mutilata dall’influenza aviaria, il Club avrebbe
introdotto altre novità a livello di categorie, per
tentar di rendere la propria esposizione un vero punto di
riferimento per gli amanti della razza.
Ma c’era una macchia . Tutto
ciò appena raccontato è stato macchiato dalla
presenza del sottoscritto, da qualche anno non iscritto alla
FOI , ma bensì, orrore orrore, iscritto all’Unione
Italiana Ornitofili. Per rendere tutto il più difficile
possibile il sottoscritto (probabilmente per mancanza di
candidati) è stato nel frattempo eletto anche
membro del cd del Club Agi.
Raccontare tutto quello che è
accaduto in questi ultimi mesi sarebbe lungo e deprimente allo
stesso tempo….. e probabilmente ai più neanche
interessante. Resta il fatto che abbiamo tentato (come club
AGI) di poter svolgere “autonomamente” la nostra
esposizione all’interno dell’annuale concorso di
Bologna che si terrà nel novembre del 2006. Per
autonomia si intende, oltre ad autogestire le premiazioni ed il
giudizio (pagando però l’ingabbio all’ABC)
anche la possibilità di far partecipare allevatori non
iscritti alla FOI. Quest’ultima richiesta ha scatenato da
parte del cd dell’ABC una serie di reazioni negative
veramente immotivate, quando probabilmente un semplice diniego
sarebbe stato, a malincuore, accettato. Si è passati
dalle accuse all’UIO , colpevole di non essere
riconosciuta dalla COM (qui la storia sarebbe lunga) alle
accuse personali verso il sottoscritto ed un altro socio
dirigente del Club , accusati di creare volontariamente
difficoltà all’ABC. Per completare ben benino
l’opera, il cd dell’ABC ha deciso di inviare per
lettera tali pensieri anche alla FOI ed all’ordine dei
giudici della stessa, dove , indicandone nome e cognome, il
sottoscritto è stato inoltre additato come seminatore di
zizzania. Il disgusto personale che ne è seguito
non è condivisibile con chi leggerà quanto da me
scritto. Anzi, più di uno si sentirà
d’accordo con la controparte. Nondimeno, l’ABC di
Bologna, certa della bontà delle proprie azioni
continuerà a perorare la sua causa
………., ma in tutto questo c’è
sicuramente un perdente ed è l’ornitofilia
italiana. Si è persa l’occasione per portare
una piccola novità che in periodo di europa unita e
frontiere aperte considererei perfettamente lecita. Si è
persa l’occasione di smorzare i toni sempre
(incredibilmente) accesi che accompagnano senza motivo il
nostro hobby. Si è persa inoltre l’occasione di
evitare di aprire bocca dandole fiato inutilmente.
Caro Ingegner Carboni, purtroppo non ne
posso essere certo, ma sono quasi sicuro che con Lei tutto
questo non sarebbe accaduto. Per questo, ancora di più,
sento la Sua mancanza.
Stefano D’Alisera
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